A cosa serve praticare la Mindfulness?

Che la nostra vita sia come quella del loto,

a proprio agio in acque torbide

Siamo abituati a fuggire nei progetti, nelle fantasie, nelle autocritiche? Tendiamo a indugiare nel rivivere il passato o nell’immaginare il futuro? Notando i nostri schemi e tornando nel presente, momento dopo momento scegliamo di essere proprio qui. Così facendo sviluppiamo quella consapevolezza che permette a pensieri ed emozioni di attraversare la nostra mente senza più ‘agganciarci’.

Imparare a meditare significa imparare a conoscere e regolare i propri stati mentali. La pratica meditativa, attraverso l’ancoraggio al momento presente, con accettazione e in modo non giudicante, permette di essere più “centrati”, meno assoggettati alle ruminazioni mentali e alle circostanze esterne. Durante la pratica, l´esposizione ai pensieri negativi, alle emozioni e alle sensazioni, in assenza di azione, può incoraggiare la desensibilizzazione e l`accettazione di pensieri o emozioni indesiderate.

Uno degli effetti della meditazione di consapevolezza è la trasformazione personale. La persona che entra nell’esperienza della meditazione non è la stessa che ne esce. La meditazione cambia il modo di essere attraverso un processo di sensibilizzazione, che rende la persona profondamente cosciente dei suoi stessi pensieri, parole e azioni. L’arroganza evapora e l’odio si prosciuga. La mente diventa silenziosa e calma.

La pratica della “chiara visione” permette di osservare noi stessi così come siamo, equivale a levarci un paio di occhiali colorati: la realtà diventa più vivida, più distinta. Senza sforzarci di cambiare il nostro comportamento, la chiara visione amplia la nostra prospettiva fino a includere nuove possibilità, nuovi modi di comportarci. Il cambiamento ne è la conseguenza naturale.

Alcuni studi scientifici hanno dimostrato che applicazioni specifiche della consapevolezza mindful migliorano la capacità di regolare le emozioni, di contrastare la disfunzione emotiva, di migliorare i pattern di pensiero e di ridurre gli assetti mentali negativi.

A livello psichico la pratica di Mindfulness determina:

  • il decentramento rispetto ai contenuti dolorosi della mente e del corpo;
  • l’incremento dell’accettazione e della pazienza nei confronti del proprio corpo, dello stato di malattia, delle proprie infermità psicologiche e fisiche;
  • una nuova capacità della mente di sostituire le emozioni distruttive, come ansia e depressione, con modi di essere più costruttivi, che promuovano equanimità, compassione e saggezza.

Le ricerche su alcune dimensioni delle pratiche di consapevolezza mindful rivelano che esse rafforzano il funzionamento del corpo: la sua capacità di guarigione, le risposte immunitarie, la reattività allo stress e il senso generale di benessere fisico.

  • Riduzione dell’attività del sistema nervoso ortosimpatico a favore di un incremento dell’azione del sistema nervoso parasimpatico: minore tensione muscolare, nervosa e psicologica, riduzione della frequenza respiratoria, del battito cardiaco e quindi dell’ipertensione sanguigna. Aumento della resistenza elettrica della pelle, indicativo di una bassa eccitazione emotiva.
  • Riduzione del cortisolo, ormone dello stress e dell’ansia, come anche della adrenalina e della noradrenalina sempre implicate nella risposta stressante. E’ stata registrata una diminuzione del testosterone implicato nell’aumento dell’aggressività e dei comportamenti violenti. Diminuiscono le citochine infiammatorie (Carlson et al.,2007) favorendo la riduzione dei processi infiammatori.
  • Aumento della liberazione del GABA ormone che favorisce rilassatezza, emozioni positive, minor senso di fatica e migliore memoria ed apprendimento. Aumento nella produzione di serotonina e dopamina, implicate tra l’altro nella regolazione del tono dell’umore.
  • Aumento delle beta-endorfine del sistema degli oppioidi endogeni, con riduzione della percezione del dolore e della sofferenza a favore di una sensazione di maggiore serenità. Lo stesso dicasi per l’ossitocina, un ormone che esercita molte funzioni tra cui la capacità di influenzare l’atteggiamento amorevole e il prendersi cura.
  • Neurogenesi e nuove sinapsi a livello della corteccia orbito-frontale mediale dove sono presenti fasci di fibre nervose che mediano il collegamento con il sistema limbico (amigdala, ippocampo, nucleo accubens) ma anche con il cervello rettiliano attraverso il circuito ipotalamo – tronco encefalico – midollo spinale. In altre parole la pratica costante della mindfulness modifica il cervello e permette il potenziamento dell’area deputata al dialogo con il cervello emotivo (sistema limbico) e con il più arcaico cervello rettiliano (rinencefalo), favorendo l’integrazione fra le funzioni esercitate da questi.